domenica 27 novembre 2011

Legàmi



Francesco Mortarino - E' nato nel 1978 a Milano e dopo molto girovagare ha esordito come disegnatore e colorista su Dead Nation, storia di fantascienza scritta da Andrea Stefano Gagna, edita da Edizioni BD; sempre per BD ha illustrato il romanzo di Stefano Di Marino Vendetta. La sua opera meglio riuscita però è sicuramente Il Moscone Vivente, testo fondamentale per ogni appassionato di fumetti, scritto dal sommo Lorenzo Manià.

 

Legàmi è © Emiliano Longobardi e Francesco Mortarino

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella storia emiliano. (come il progetto Rusty Dog nella sua interezza mi piace molto)
Tra l'altro credo sia davvero difficile concentrare tutto in 4 pagine. però il risultato è efficacissmo. Danilo "Darkhawk" Guarino ^^

Anonimo ha detto...

Spettacolare. Un'importante tessera in più in quel mosaico che è Rusty Dogs. È sempre un piacere leggervi.

Marco Battaglia

Daniela Mela ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniela Mela ha detto...

Davvero viscerale, in poche pagine tantissima fabula!!! :) Complimenti!!

Antonio Lucchi ha detto...

Cazzo che bella.

michele petrucci ha detto...

Tosta!

[emo] ha detto...

Entusiamso contagioso: grazie a tutti :)

Fabiojappo ha detto...

Un altro cazzuto, bell'episodio ! Complimenti.

Estebans ha detto...

tzè! io l'ho letta in anteprima, con i testi sputacchiati sopra e provvisori
: )

è una delle tue cose narrativamente più belle.
non ti sembri sminuire il resto della tua produzione, che amo, ma qui c'è in atto un piccolissimo miracolo narrativo, fenomeno che (mi) accade poco spesso.
la tavola 3 mi mette ansia.
mi mette paura.
fa venir voglia di leggere la 4 ma di averne anche paura.
per un attimo mi sono aspettato un cordone ombelicale avvolto intorno al collo del piccolo, l'esperienza della nascita ma il mondo intorno che ti spinge a sopprimere quel che crei.
e invece la 4 si apre meravigliosamente su qualcosa di ancora più sottile, crudelmente straziante.
amiamo i simulacri, quando non siamo in grado di sentirne nostri i contenuti.

e.

p.s.
ovvio, poi ci sono le tue solite finezze (tue o del disegnatore, ma l'atmosfera di quel che racconti e il mood è tuo, sono certo che certe cose, scritte in una data maniera, non possono che stimolare nel disegnatore una creatività affine al tuo pensiero iniziale):
la staccionata che pare un presagio di camposanto, con quel gioco grafico di croci
la pioggia che sgocciola dal puntale dell'ombrello ma che è anche tempo che passa, è liquido amniotico, è sangue
il talco johnson che ficca un dito mnemonico nel ricordo comune di chiunque sia stato bambino
l'idea di figlibimbi che aleggia sin dalle prime tavole dalle discussioni dei due uomini, un contrasto -sebbene puzzolente di tabacco masticato e machismo- stridente.

[emo] ha detto...

@Fabio> :))
@Este> taccio, ché è meglio va' :))